Cos’è un contratto a tempo determinato e quando si conclude?

Definizione, limitazioni di durata, eventuali trasformazioni e informazioni su possibili scenari di interruzione del rapporto di lavoro, come estinzione, risoluzione, licenziamento e dimissioni. Ecco alcuni chiarimenti che rispondono in modo breve e chiaro a molte delle domande più frequenti sull’argomento.

COS’È UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO E COSA PREVEDE

Si tratta di un contratto di lavoro che prevede una data di termine prestabilita. Può essere stipulato per qualsiasi mansione e non vi è obbligo di indicare la ragione per cui si è scelta tale forma contrattuale.

Per il contratto a termine senza causale, la durata massima possibile è di 36 mesi. 
Può essere prorogabile per cinque volte, purché si mantenga la stessa tipologia di mansione e si resti nei limiti della suddetta durata massima.

Ove si proseguisse nel rapporto oltre la data di estinzione prevista, sforando l’ulteriore lasso di tempo “cuscinetto” previsto dalla legge (30 o 50 giorni), il contratto si trasformerebbe per legge da tempo determinato a tempo indeterminato.

Per non incedere in sanzioni è necessario inoltre che trascorra un lasso di tempo (10 o 20 giorni in base alla durata) tra il primo e il secondo contratto a termine stipulato tra le stesse parti. Il mancato rispetto di tale sospensione prevede la conversione a tempo indeterminato, come spiegato sopra.

Ogni datore di lavoro può avere diversi contratti a tempo determinato purché il totale non superi il 20% del numeri dei dipendenti a tempo indeterminati(diversamente è prevista una sanzione). I contratti collettivi e aziendali, hanno comunque la facoltà di individuare limiti diversi per il ricorso a tale tipologia di contratto a tempo determinato.
Non sono invece soggetti a limitazioni quantitative i contratti a termine sottoscritti in fase di avvio di nuove attività, impieghi stagionali, sostituzione di personale assente, attività di spettacolo, soggetti assunti di età superiore ai 50 anni ed enti di ricerca.

Se il contratto supera la durata di 6 mesi, il dipendente ha diritto di precedenza su eventuali nuovi assunti con contratti a termine entro un anno dalla chiusura del suo.

CONCLUSIONE DI CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

ESTINZIONE AUTOMATICA

Il contratto di conclude naturalmente, secondo la data riportata in origine sullo stesso.​

RISOLUZIONE CONSENSUALE

Accordo tra le parti in cui si dichiara di voler recedere dall’impegno in modo consensuale.

LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA

Il lavoratore assunto a tempo determinato può essere licenziato prima della scadenza del termine soltanto per giusta causa, ovvero in caso ci sia un fatto evidente talmente grave da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto di lavoro.

DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA

Consentite nel caso in cui si verifichino fatti gravi che possono pregiudicare la fiducia tra le parti

DIMISSIONI PER VOLONTÀ DEL LAVORATORE

Le dimissioni da lavoro a tempo determinato sono consentite soltanto se avvengono durante il periodo di prova. Diversamente, il dipendente può recedere dal contratto, ma il datore di lavoro ha diritto in tal caso ad essere risarcito dal danno procuratogli. Non vi sono precise indicazioni sulle modalità di definizione del risarcimento dovuto (se non preventivamente dichiarato e riportato sul contatto di assunzione)