Circonvenzione di incapace, quando avviene e cosa prevede la legge

Si sente spesso parlare di casi di circonvenzione di incapace. Non è sempre facile capire in quali casi questo reato si manifesti e quale rapporto possa esistere tra il soggetto attivo reo e il soggetto passivo danneggiato. Facciamo il sunto dei punti chiave che determinano questa illegalità

CIRCONVENZIONE DI INCAPACE DEFINIZIONE

La circonvenzione di incapace è quel reato commesso da chi, abusando di bisogni, passioni o dell’inesperienza di una persona minore o in stato d’infermità o deficienza psichica, la induce a compiere atti dannosi per lei o per atri al fine di trarne profitto.
Il delitto avviene nel momento in cui si verifica l’atto di circonvenzione: non è necessario che il danno per il soggetto circuìto venga effettivamente realizzato.

VITTIMA E REO

La vittima è il minore o il soggetto in stato di infermità e deficienza psichica.

Il reato in oggetto non esclude la possibilità che l’autore sia un minorenne o un soggetto con psicopatologia (purché capaci di intendere e volere in merito all’avvenimento in analisi). Perché il comportamento acquisisca rilevanza penale, il reo deve essere a conoscenza della condizione di debolezza della vittima. Inoltre il soggetto attivo deve agire in vista della realizzazione di un profitto per sé o per altri (nonostante questo, come anticipato, non debba necessariamente arrivare a compimento).r gli altri casi è comunque obbligatorio a fini statistici.

La circonvenzione di incapace è procedibile d’ufficio.
La querela è necessaria solo quando si riscontra un legame di parentela o affinità tra i soggetti attivi e passivi, ed in particolare se il reato è commesso a danno

  • del coniuge legalmente separato
  • del fratello o della sorella non convivente
  • dello zio, del nipote o dell’affine in secondo grado conviventecon l’autore del reato.

LA PENA

Il reato di circonvenzione di incapace è punito con la reclusione da due a sei anni e con una multa da 206 a 2.065 euro.